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1. 'Patto del Capranica', Caserta c'entra. Giglio: dialogo in corso da anni. Pollini: subito incontri per dare forza al terziario unito
Aspettando il 10 maggio: iniziamo con la Confesercenti una panoramica sui possibili sviluppi locali dell'alleanza tra i mondi del commercio e dell'artigianato
CASERTA - Cosa serve per dire che l'alleanza di cinque sigle del commercio e dell'artigianato può diventare protagonista di un nuovo modo di intendere la rappresentanza e di agirla politicamente? Il prossimo dieci maggio a Roma, presso l’Auditorium del Parco Nazionale della musica, si riunirà il 'patto del Capranica'. Confcommercio e Confesercenti, Confartigianato, Cna e CasArtigiani contano già molto, nell'Italia post-crisi: oltre due milioni di imprese. Dal lontano 2006 in cui il cinema romano divenne il laboratorio di un'azione comune contro la manovra finanziaria del governo Prodi, le cinque sigle hanno confermato dialogo e percorso, senza pretendere di annullare la loro identità. Nessuna fusione, nessun accorpamento, nessun mix di culture e di storie politiche. Non una semplice addizione dei punti di forza e di debolezza delle diverse realtà associative: piuttosto, un’esperienza di sintesi. Che troverà casa in una Fondazione e raccordo in un filo che, localmente, è lasciato alla libera interpretazione del 'sentire comune'.
E qui a Caserta? Caserta c'entra o no nel 'patto'?
Con questo articolo cominciamo un giro d'orizzonte tra protagonisti e interlocutori delle dinamiche del commercio e dell'artigianato di Terra di Lavoro. Perchè non solo le sigle coinvolte potranno essere artefici di questa più condivisa azione. A livello nazionale, per esempio, i sindacati Cgil, Cisl e Uil sono interessati, con varie argomentazioni, ad un livello di attenzione verso il nuovo soggetto. A livello periferico, sicuramente enti e istituzioni, oltre alle altre sigle dell'associazionismo d'impresa, possono dire la loro. Oltre che le formazioni politiche interessate ai processi di concertazione con tali comparti. Sollecitiamo quanti siano interessati a intervenire.
Il progetto del patto di Capranica, infatti, finora ha viaggiato come a fari spenti sulla scena nazionale e locale, ma il percorso non è sfuggito a Pasquale Giglio, direttore regionale della Confesercenti, che ci parla delle ricadute sul territorio locale: "Non ci sarà alcuna difficoltà a stabilire questo dialogo con le Confederazioni sia a livello regionale che nelle cinque province della Campania. I rapporti con i colleghi delle sigle del commercio e dell’artigianato sono ottimi. Certo, sarà importante creare le sinergie per presentarci come unico interlocutore in Regione Campania e nelle istituzioni provinciali, ma anche nelle Camere di Commercio e negli altri organi istituzionali che ci vedono interessati". "Il prossimo dieci maggio – conclude – parteciperemo come componenti della Presidenza Nazionale Confesercenti a questo importante incontro”. Intenti analoghi quelli del presidente provinciale Maurizio Pollini: “Ci attiveremo, immediatamente dopo il 10 maggio, per effettuare degli incontri con le altre sigle sindacali coinvolte nel patto del Capranica per iniziare a lavorare da subito e fare in modo che il territorio di Terra di Lavoro veda le forze del terziario unite per rappresentare al meglio le istanze delle PMI del commercio, del turismo dei servizi e dell’artigianato”.
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